Google

 
Foto Roma


 
Ricerche
Ricerca parole o frasi all'interno del sito.



 
Disclaimer
Questo sito non rappresenta una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicita'. Non puo' pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07.03.2001 L'autore, inoltre, dichiara di non essere responsabile per i commenti inseriti nei post. Eventuali commenti dei lettori, lesivi dell'immagine o dell'onorabilita' di persone terze, non sono da attribuirsi all'autore. Alcune notizie e foto presenti su questo sito sono state reperite in internet: chi ritenesse danneggiati la sua immagine o i suoi diritti d'autore puo' contattarmi per chiederne la rimozione.

 
Statistiche
Visite: 33511

 
Calendario
Data: 26/05/2017
Ora: 05:33
« Maggio 2017 »
Lu Ma Me Gi Ve Sa Do
1 2 3 4 5 6 7
8 9 10 11 12 13 14
15 16 17 18 19 20 21
22 23 24 25 26 27 28
29 30 31

 
Archives


LA SETTIMANA SANTA A VALLELUNGA PRATAMENO (CL)

religione.pngVallelunga Pratameno ├Ę un piccolo paese a vocazione agricola, come dimostra il suo stemma civico con due grappoli di uva, bianca nel primo e nera nell'altro, fra bionde spighe di grano. I Vallelunghesi sono stati sempre gente laboriosa e onesta. Ancorata ai veri valori della vita, al rispetto della famiglia, delle donne, dei bambini e degli anziani (Prof. Michele Vilardo).

(Alcune foto sono state prodotte da Elia Chimera e pubblicate sul suo sito www.lavocecentrosicula.it). FOTO: http://gmazzarese.altervista.org/index.php?mod=04_Foto/Vallelunga/Settimana%20Santa
Le sue origini affondano le radici tra la fine del Cinquecento e gli inizi del Seicento e fanno parte di quelle manifestazioni che subirono nuovi impulsi dopo il Concilio di Trento (1545-1563), che con la Controriforma avvi├▓ un rafforzamento dei principi religiosi intorno alla rivitalizzazione dei riti della tradizione cattolica.
L'identit├á civile ├Ę coincisa, per secoli, con quella religiosa i cui valori di riferimento affondano le loro radici nel crisitianesimo-cattolico. Infatti i principi del cattolicesimo fanno parte del patrimonio culturale e artisitico, oltre che religioso, del popolo italiano. Cosicch├ę la fede dei Valleunghesi ├Ę rimasta saldamente ancorata, sino ad oggi, nella tradizione cattolica. Nonostante l'imperversare del fenomeno della secolarizzazione e, ad oggi, di quello del relativismo etico-culturale, che mina alle radici le identit├á delle nostre comunit├á, quella vallelunghese ha conservato intatta la sua di identit├á, civile e religiosa, che si esprime ogni anno anche con determinati avvenimenti religiosi, il cui compito principale, dal punto di vista sociologico, ├Ę di cementare la comunit├á vallelunghese. Uno di questi momenti fondamentali ├Ę la Settimana Santa.
In Sicilia, come scrive G. Cammareri, di simani santi ce ne sono davvero tante. Se ne possono incontrare di meste, chiassose, nevrotiche, follemente amate e disprezzate, profumate dal vino che lava le notti e dall'acre odore dei ceri che le sporca dolcemente, profumate da tanti fiori e illuminate da tantissime luci. Simani gonfiate con l'elio dei palloncini, fatte di mille macchine fotografiche al collo, di bambini vestiti da angioletti e di mamme che li accompagnano, di vecchietti piangenti ai balconi al passaggio di Cristi e Madonne. Croci, pennacchi, spade attaccate alla vita da centurioni pi├╣ o meno baffuti e ancora il gesto per un altro e un altro ancora click di quelle mille macchine fotografiche il cui piccolo rumore annega, miseramente, in un mare di note scandite da suonatori infiocchettati nella divisa di questa o quella banda.
I riti liturgici ed extraliturgici della Settimana Santa vallelunghese servono a tramandare quella che gli israeliti chiamarono Pesach, che significa passaggio. Dal "passare oltre" della tradizione biblica dell'A.T., che testimonia la mano potente di Dio-salvatore, nella notte tra il 14 e il 15 del mese di Abib, quella dell'uccisione dei primogeniti, risparmi├▓ i bambini ebrei, al "passare oltre" di Cristo dalla morte alla resurrezione.
La Pasqua cristiana se, da un lato, integra quella ebraica, dall'altro le si contrappone divenendo, dal II secolo D.C., a pi solenne delle feste cristiane e divenendo il fulcro dell'anno liturgico nella storia della Chiesa.
Questo mio modesto contributo vuole essere un momento di riflessione sulla Settimana Santa e sulla Pasqua a Vallelunga, perch├ę, spero, avvenga, nei miei cinque lettori, anche una comprensione del passato e del presente, della storia civile e religiosa della nostra comunit├á. Infatti tutti noi abbiamo bisogno di coglierci come uomini del presente ma fortemente legati al nostro passato per seppellirlo, come dice lo storico francese De Cert. Per vivere il presente ├Ę necessario seppellire il passato non nel senso di obliarlo, di oscurarlo o, peggio ancora, di cancellarlo, ma di metabolizzarlo.
Questo mio contributo, per citare una espressione del predetto storico francese, ├Ę un voler "seppellire" il nostro passato, cio├Ę un riconoscerci nel nostro presente come dipendenti e, nello stesso tempo, ormai distanti da un passato che ├Ę inevitabilmente tramontato. Un passato che, pur essendo gi├á tramontato, ha lasciato, per├▓, una eredit├á civile e religiosa fondamentale, consentendo a tutti noi di coglierci come presente, legati al passato e proiettati al futuro.
In questo contesto,come quello attuale, che non vede pi├╣ una coincidenza tra la comunit├á civile e quella ecclesiale, si sente il bisogno di cogliere sempre meglio la propria identit├á, civile e religiosa,cio├Ę le nostre radici,come antidoto ad ogni forma di relativismo culturale ed etico che distrugge ogni identit├á anche di natura locale.
Possiamo sostenere, grazie anche al supporto del contributo fotografico,che la Settimana Santa a Vallelunga ├Ę un momento nel quale la nostra comunit├á pone in essere oltre che una identit├á cattolica forte anche una forte identificazione.
I riti extraliturgici della Settimana Santa, non vanno considerati come momenti staccati, o addirittura opposti, rispetto alle celebrazioni liturgiche. La testimonianza di tutto ci├▓ ├Ę data proprio da ci├▓ che avviene,ogni anno, durante il triduo pasquale anche a Vallelunga.
Tutti noi siamo inseriti in una "traditio" composta da valori civili,sociali,familiari e religiosi, mediati e trasmessi dall'importantissimo processo educativo, connotandoci, appunto, come "civis" e, per chi crede,come credenti.
Lo stesso identico meccanismo avviene per l'esperienza religiosa,quando si entra a far parte di una determinata religione si entra in un solco già tracciato da altri, si entra in una "traditio fidei" con la quale si sono tramandate, di generazione in generazione, le grandi verità di fede credute,celebrate e vissute da una determinata religione,soprattutto se essa ha un fondamento storico,una forte dimensione salvifica e una finalità escatologica, come appunto l'intero messaggio del cristianesimo.
Il cristianesimo,infatti, ha tutte e tre queste caratteristiche ed ha una sua specificità,che altre religioni non hanno:la fede in Dio fattosi Uomo.
I fatti e le vicende storiche della prima Settimana Santa, documentate minuziosamente dai Vangeli e dal Nuovo Testamento, non si ripeteranno mai più, dal punto di vista della loro storicità ma continuano a ripetersi,da duemila anni circa, dal punto di vista del Mistero Salvifico.
Che cos'├Ę il mistero salvifico?La presenza di Dio-Salvatore nella storia degli uomini, cosicch├ę ogni anno, durante i riti liturgici ed extraliturgici della Settimana Santa, viene data al credente la possibilit├á di partecipare al mistero di salvezza,in chiave liturgico- sacramentale- mistagogica, e di ottenere questa salvezza nell'oggi della storia attraverso la presenza della comunit├á credente,la Chiesa,cio├Ę la comunit├▓ di tutti i battezzati che credono in Ges├╣-Cristo sofferente,morto e risorto,che continua nella storia la celebrazione del Mistero pasquale.
Nel contemplare le foto , che hanno "immortalato" alcuni momenti di alcuni riti extraliturgici della Settimana Santa a Vallelunga, non si pu├▓ prescindere da quanto detto fin ora. La Settimana Santa,cio├Ę, ├Ę espressione della l'inculturazione della fede cattolica nelle nostre popolazioni. L'inculturazione ´┐Ż l´┐Żincontro tra la fede annunciata nei secoli e il recepimento della stessa da parte del popolo credente.
Essa,come scrive V.Sorce, ´┐Żha una forte valenza teologica fondata sugli eventi dell´┐ŻIncarnazione e della Chiesa locale´┐Ż, e si inserisce in un solco gi´┐Ż dato,si inserisce nella cattolicit´┐Ż e all´┐Żinterno di essa ,attraverso la ´┐Żtraditio fidei´┐Ż,cio´┐Ż,appunto, il tramandare la fede, si ricollega, attraverso il ricordo liturgico, ai fatti storici della prima Settimana Santa e della prima Pasqua.
Potremmo dire che la Settimana Santa,a Vallelunga ´┐Ż la stessa,per esempio, di quella di altri comuni presenti in altre regioni d´┐ŻItalia?Assolutamente no. In che senso c´┐Ż´┐Ż diversit´┐Ż?Non nella sostanza dell´┐ŻEvento e della celebrazione dello stesso, ma nelle modalit´┐Ż di recezione del messaggio del cristianesimo e nel modo con cui ogni comunit´┐Ż credente ha vissuto e vive, nell´┐Żoggi della storia, il mistero salvifico di Ges´┐Ż-Cristo morto e risorto. Tutto ci´┐Ż si chiama inculturazione della fede.
La Settimana Santa, in Sicilia, ´┐Ż il frutto di una duplice tradizione:
la prima legata alle sviluppo della inculturazione della fede in Sicilia: per cui ´┐Ż possibile parlare di una sorta di ´┐ŻCristo Siciliano´┐Ż.
´┐Żla seconda legata alla sviluppo del cattolicesimo in questo territorio che ha fatto propri gli influssi derivanti: dal concilio di Trento e dall´┐Żinflusso bizantino e spagnolo.
In che senso si pu´┐Ż parlare,allora, di un Cristo ´┐Żsiciliano´┐Ż?
Nella cultura e nella piet´┐Ż popolare siciliana esiste una interpretazione e un vissuto della figura di Ges´┐Ż-Cristo che ´┐Ż caratterizzata da tratti propri. L´┐Żaggettivo ´┐Żsiciliano´┐Ż ci dice qualcosa di culturalmente significativo,cio´┐Ż a dire la cultura siciliana ha ´┐Żsegnato´┐Ż la figura del Cristo con alcuni suoi tratti specifici. Questo ´┐ŻCristo siciliano´┐Ż sarebbe in opposizione a quello della predicazione ufficiale della Chiesa, dei dogmi e della liturgia?Addirittura lo si potrebbe considerare un Cristo fuori dalla Chiesa cattolica o,addirittura, contro di essa?Un ´┐ŻEvangelium extra ecclesiam?´┐Ż
Secondo le tesi di alcuni studiosi il ´┐ŻCristo siciliano´┐Ż potrebbe benissimo essere considerato il Cristo delle classi deboli e oppresse o, come dice Gramsci, delle classi popolari che sono ´┐Żstrumentali e subalterne´┐Ż. Molti studiosi,di indirizzo marxista, infatti, sostengono che la religiosit´┐Ż popolare ,che trova il proprio culmine nei riti della Settimana Santa, sarebbe l´┐Żespressione di un cristianesimo vissuto fuori dalla Chiesa e di un ´┐ŻCristo-popolare´┐Ż oggetto di un conflitto esistente, di fatto, tra la gerarchia cattolica e il popolo credente.
Stanno davvero cos´┐Ż le cose? La risposta negativa si evince, meravigliosamente, da ci´┐Ż che avviene ogni anno a Vallelunga che ci aiuta a cogliere il fatto che la piet´┐Ż popolare,quella legata,anche, ai riti della Settimana Santa e della Pasqua, in Sicilia, ha un´┐Żanima teologica;cio´┐Ż l´┐Żhumsus,il terreno in cui essa affonda le radici ´┐Ż costituito dalle grandi verit´┐Ż proprie del cattolicesimo credute,comprese (attraverso un cammino di ´┐Żintellectus fidei´┐Ż),celebrate e vissute.
Non c´┐Ż´┐Ż,dunque, nessun conflitto tra la Chiesa ´┐Żgerarchica´┐Ż e il popolo credente, per il semplice motivo che anche la gerarchia cattolica partecipa ai riti extraliturgici della Settimana Santa.
Dove sta allora l´┐Żequivoco?proprio nel significato che si d´┐Ż al termine ´┐Żpiet´┐Ż popolare´┐Ż intesa non come esperienza di fede del popolo credente ma come momento di opposizione delle classi subalterne alle classi colte e,soprattutto,alla religione ´┐Żufficiale´┐Ż. Dunque una lettura sociologica e non teologica del fenomeno.
Quali sono,allora, le caratteristiche del ´┐ŻCristo siciliano´┐Żin relazione agli eventi della Settimana Santa e della Pasqua?
Il siciliano ´┐Ż uno che vuole vedere e toccare,´┐Ż fondamentale per il siciliano la RES,la cosa,(pensiamo alla tematica verghiana della roba) e tutto ci´┐Ż perch´┐Ż il siciliano ha alle sue spalle una esperienza storica tragica, poich´┐Ż ha visto decine e decine di colonizzatori venire nell´┐Żisola e, spesso, maltrattare il popolo. Tutto ci´┐Ż lo ha spinto a proiettare questa sofferenza, accumulata nei secoli, nell´┐Żattaccamento alla res,spesso anche con modalit´┐Ż eccessive e devianti, come si configura il fenomeno mafioso. Come se la ´┐Żmaterialit´┐Ż´┐Ż delle cose lo salvasse dall´┐Żinsicurezza e dalla sofferenza accumulate nei secoli.
Questa mentalit´┐Ż della Res,nel senso migliore del termine , cio´┐Ż cosa vissuta,esperienza fatta, viene applicata anche nel vissuto religioso del siciliano. In questa cementificazione di quotidianit´┐Ż sofferta,la Sicilia celebra la cultura della sofferenza e in tutti i paesi dell´┐Żisola la Settimana Santa costituisce l´┐Żapprodo di un modello irrepetibile verace,insostituibile salvataggio. Il Siciliano trova, negli eventi,liturgici ed extraliturgici della Settimana Santa, la teologia della k´┐Żnosis,ossia il fatto che Dio non ha disdegnato di farsi Uomo e di assumere su di se´┐Ż tutta la sofferenza,fisica e morale,del genere umano.
Infatti in Sicilia ´┐Ż forte la concentrazione sul ´┐ŻCorpo di Cristo´┐Ż. L´┐Żattenzione,la contemplazione del corpo di Cristo va dal Ges´┐Ż-Bambino a tutta la vicenda della passione-morte-resurrezione, con particolare attenzione al corpo di Cristo deposto dalla croce e sepolto.
Il corpo di Ges´┐Ż-Cristo non ´┐Ż mai solo, ma viene associato a quello della madre,dalla culla alla tomba. E´┐Ż l´┐Żinsieme dei due corpi che costituisce il cuore della Pietas proprio del Venerd´┐Ż Santo,al punto tale che in alcune circostanze i due simulacri si fondono quasi a divenire una sola cosa,cosicch´┐Ż il siciliano non concepisce il corpo di Ges´┐Ż-Cristo se non associato a quello della madre. I due corpi vengono associati nel dolore del Venerd´┐Ż Santo e nella gioia della Domenica di Pasqua, allorquando la Madre ritrova il figlio risorto:l´┐ŻIncontro che si celebra in molti comuni dell´┐Żisola proprio la mattina di Pasqua.
Da che cosa scaturisce questa concentrazione sulla tematica del Corpo di Cristo?
Le origini sono lontane,bisogna risalire al 1700,secolo in cui si realizzarono in Sicilia,come sostiene lo storico Cataldo Naro,le istanze innovatrici del concilio di Trento,prima fra tutte la predicazione al popolo ad opera soprattutto degli ordini religiosi. Nacque, proprio dalla predicazione itinerante dei Cappuccini,dei Gesuiti e dei Redentoristi, l´┐Żattenzione al Corpo di Cristo.
Fu il francescanesimo ad introdurre la pietas verso Ges´┐Ż Bambino(la creazione del primo presepe vivente,a Greccio,la notte di Natale del 1223, ad opera di Francesco D´┐ŻAssisi),ripresa nel 1700 da sant´┐ŻAlfonso de Liguori. I religiosi,grazie ai quaresimali,le 40 ore,i panegirici,gli esercizi spirituali,le missioni popolari,la creazione di tante confraternite, diffusero la pietas,cio´┐Ż il rapporto tra il credente e ´┐ŻU Signori´┐Ż,inteso, come Dio padre a volte (U Signori fici u munnu´┐Ż), ma quasi sempre riferito a Cristo: ´┐ŻU signori mur´┐Ż pi nuatri poveri piccatura´┐Ż.
Tutto ci´┐Ż avvenne proprio nel 1700. Proprio il ´┐Żsecolo dei lumi´┐Ż ci insegna una notevole vivacit´┐Ż, alimentata dalle pratiche di piet´┐Ż sul mistero di Cristo semplice, povero e crocifisso e dalla necessit´┐Ż di garantirsi la salvezza che, sebbene eterna, deve essere sperimentata gi´┐Ż nel quotidiano.
La piet´┐Ż settecentesca ´┐Ż prevalentemente cristologia. Vanno ricordati, a tal proposito, i componimenti di Sant´┐ŻAlfonso sul Natale e i crocifissi scolpiti da fra Umile da Petraia. Essa, in sostanza, ´┐Ż riportata agli eventi decisivi della storia della salvezza: l´┐Żincarnazione, la passione e la morte in croce, la devozione verso l´┐Żumanit´┐Ż di Ges´┐Ż, vengono radicati nel popolo grazie a preghiere, canti, quadri devozionali.
Essenzialmente,dunque, gli influssi maggiori che hanno caratterizzato la Settimana Santa in Sicilia sono di duplice derivazione:
l´┐Żinflusso bizantino,
con la nascita delle devozioni popolari e all´┐Żinterno di esso il movimento francescano con la devozione verso Ges´┐Ż bambino e, per il nostro tema, verso il Cristo sofferente e il tenero amore verso Maria Addolorata. Il periodo che va dal XIII al XV secolo vide la comparsa delle prime statue dei crocifissi che esprimono la sofferenza e la morte di Cristo.
Il devozionismo a partire proprio da questo periodo si ´┐Ż insinuato profondamente nella coscienza e nelle espressioni di fede dei credenti ponendo le premesse per il nascere e lo svilupparsi anche delle tradizioni popolari siciliane della Settimana Santa.
L´┐Żinflusso spagnolo,
il periodo che va dalla fine del XVI secolo fino al XVIII secolo. Il dominio degli spagnoli ha contribuito alla strutturazione definitiva dei riti della Settimana Santa in Sicilia.
Per il nostro discorso lo spagnolismo diede vita all´┐Ż anticipazione del cosidetto ´┐ŻSepolcro´┐Ż(tecnicamente Altare della reposizione) del Signore alla sera del gioved´┐Ż santo. Risale, al XVI secolo, l´┐Żusanza di deporre nel sepolcro l´┐Żimmagine del Cristo morto,esponendo sopra il sepolcro il SS. Sacramento nell´┐Żostensorio coperto da un velo.
Nacque,cos´┐Ż come documentato dal Plumari, l´┐Żidentificazione dell´┐Żaltare della reposizione con il Sepolcro. Infatti,sino ad oggi,nella coscienza popolare vi ´┐Ż una dissolvenza di significati tra l´┐Żadorazione della ´┐Żpresenza reale-ostia´┐Żconservata nel tabernacolo-custodia e del corpo-ostia del Signore conservato nel tabernacolo-sepolcro.
I riti liturgici ed extraliturgici della Settimana Santa trovano il loro culmine nel triduo pasquale in cui avviene un meraviglioso connubio tra liturgia e piet´┐Ż popolare.
La piet´┐Ż polare,come scrive Vincenzo Sorce,accentua di pi´┐Ż l´┐Żimmagine, la liturgia, il segno.
Continua il Sorce, ´┐Ż lo stesso popolo,il popolo di Dio,che vive lo stesso mistero e lo esprime con linguaggi diversi.
Nella piet´┐Ż popolare,l´┐Żuomo di Sicilia,in modo particolare nella Settimana Santa,vive ed esprime la partecipazione alla passione ,morte e resurrezione di Cristo,con la totalit´┐Ż della sua struttura antropologica,che ´┐Ż simbolista,fortemente sensoriale:vivendo la dimensione della festivit´┐Ż e della tragicit´┐Ż.
Attraverso le foto si coglie ´┐Żun popolo che esce dalla solitudine,vive la comunione. Dando spazio ai suoi sentimenti,alle sue emozioni,con la totalit´┐Ż del linguaggio corporeo,la gestualit´┐Ż,il canto,gli aromi,i colori,il pianto,il grido´┐Ż.
L´┐Żuomo di Sicilia si rimette in marcia. Si libera dal pianto,grida il suo dolore,la sua angoscia,la sua paura davanti alla morte. Si identifica con l´┐Żuomo dei dolori ,appeso alla croce.Da spazio ai suoi sentimenti,piange. Prende contatto con i suoi vissuti,li esprime,li condivide,li grida,li urla. Psicoterapia e salvezza radicale s´┐Żincrociano nel Crocifisso,l´┐Żuomo dei dolori,l´┐Żuomo ferito e la risposta di Dio´┐Ż.
Il Gioved´┐Ż Santo,a Vallelunga, vede la creazione,ad opera dei confrati delle tre Confraternite esistenti in paese,(quella del SS.Sacramento,della Madonna del Rosario e di Maria SS. Addolorata) ,nei rispettivi oratori,delle cosiddette CENE. Una creazione che si ripete da decenni e che ha ereditato la tradizione dei ´┐Żpupi di zucchero´┐Ż tipica del palermitano.
Vengono create,da ogni confraternita, delle mense su cui vengono deposti 13 agnelli di zucchero di media grandezza,raffiguranti Cristo e i dodici apostoli che celebrano l´┐Żultima cena, accompagnate da 13 pani da cena(dolce tipico pasquale Vallelunghese) insieme a 13 lattughe , cedri, arance e finocchi.
Al centro della tavola,troneggia una statua,sempre di zucchero opera di artigiani palermitani cui le confraternite si rivolgono ogni anno, raffigurante il Cristo Risorto,insieme al pane e al vino,simboli dell´┐ŻEucarestia. Ogni anno,per ogni confraternita, vengono sorteggiati 12 confrati tra quelli che hanno pagato l´┐Żannualit´┐Ż,ossia la quota associativa.
Quattro dei dodici sorteggiati,per ogni confraternita,vanno a svolgere il ruolo che f´┐Ż dei 12 apostoli nella messa vespertina ´┐ŻIn Cena Domini´┐Ż,nella quale si ricorda l´┐Żistituzione dell´┐ŻEucarestia e la carit´┐Ż fraterna. Saranno i protagonisti della lavanda dei piedi. Alla fine della Messa, i dodoci confrati sorteggiati da ogni confraternita,unitamente agli altri confrati e alle loro famiglie ,si riuniscono presso la loro chiesa di riferimento e dopo aver contemplato la bellezza della Cena,ricevono in dono l´┐Ż Agnello di zucchero,un pane da cena,un cedro,una lattuga,un finocchio e un arancio che portano a casa. Ai confrati non sorteggiati viene dato un piccolo agnello di zucchero. La sera del gioved´┐Ż santo si conclude con la visita all´┐Żunico ´┐ŻSepolcro´┐Żcreato nella cappella del SS.Sacramento della Chiesa madre .L´┐Żadorazione eucaristica si protrae sino alla mezzanotte.Chiusa la chiesa avviene,notte tempo,la spogliazione del sepolcro e la preparazione del simulacro del Cristo morto.
Il Venerd´┐Ż Santo, nella piet´┐Ż popolare siciliana, emerge il culto della passione e morte di Ges´┐Ż nella quale la nostra gente si immedesima in partecipazione comunitaria. Ha scritto a tal proposito il Prof. Basilio Randazzo che ´┐Żla vera piet´┐Ż di una volta all´┐Żanno, raccolta in tutto un anno, si comunica nel dolore della settimana santa, e in particolar modo il venerd´┐Ż santo si celebra il ´┐ŻTutto di Tutti´┐Ż, cio´┐Ż il mistero della Passione, come ´┐Żprototipo teologicamente unitario con uno stile culturalmente conforme ma con un atteggiamento che varia da comunit´┐Ż a comunit´┐Ż.
Nella piet´┐Ż popolare del Venerd´┐Ż Santo, scrive Angelo Plumari, l´┐Żuomo di Sicilia vive ed esprime la partecipazione alla passione, morte e resurrezione di Cristo con la totalit´┐Ż della sua struttura antropologica, cosicch´┐Ż un popolo esce dalla solitudine, vive la comunione dando spazio ai suoi sentimenti alle sue emozioni con la totalit´┐Ż del linguaggio corporeo, con la gestualit´┐Ż, con il canto, i colori, il pianto, il grido.
Il venerd´┐Ż santo ´┐Ż emblematico e paradigmatico come i siciliani si ritrovino e si identifichino nel dolore del Cristo morto, stando muti davanti alla bara, e in quello dell´┐ŻAddolorata, dinnanzi ai quali sentono che il dolore umano, il loro dolore ´┐Ż stato assunto da Dio.
Durante le processioni del Venerd´┐Ż santo,il popolo che partecipa ´┐Żesplode con il linguaggio dei segni:piedi scalzi,canti lancinanti,incensi che bruciano,fiaccole accese,
silenzio pieno di mistero,intensa commozione,profonda meditazione. Si ricompongono celebrazione,gestualit´┐Ż,simbolismo,sensorialit´┐Ż. E´┐Żil trionfo dell´┐Żopera mistagogica´┐Ż.
Inoltre la mistagogia dei simboli del Venerd´┐Ż Santo ´┐Ż estremamente interessante oltre che variegata:la presenza delle confraternite incappucciate o a volto coperto,indacano,secondo B.Randazzo,la perdita di personalit´┐Ż o la comunione nel dolore; Il passo professionale a due passi avanti e uno indietro,ansia di sofferenza,i cilii o candele accese,l´┐Żumanit´┐Ż;
la fiamma,la purificazione e la luce della Resurrezione; le marce funebri,l´┐Żaccentuazione sensibilizzata di stati d´┐Żanimo in pianto del peccato di Deicidio.
Tutto ci´┐Ż comunica il fatto che ´┐Żl´┐Żuomo siciliano ´┐Ż celebrante simbolista´┐Ż. Il Venerd´┐Ż santo inizia con la visita ai sepolcri, poco conosciuti come altari della reposizione, poich´┐Ż si continua ad identificare, cos´┐Ż come sostiene il Plumari, l´┐Żaltare della reposizione con il sepolcro del Signore creando, nella coscienza popolare, una identificazione di significati tra l´┐Żadorazione della presenza reale-ostia e il corpo-ostia, per cui il tabernacolo ´┐Ż, allo stesso tempo, sepolcro.
I riti extraliturgici del venerd´┐Ż santo si svolgono secondo quattro tipologie presenti nell´┐ŻIsola:
1.le processioni funebri del Cristo morto accompagnato dalla Madre addolorata;
2.la processione dei misteri;
3.le processioni in cui si compie la mimesi cronologica degli eventi della passione;
4.la processione del solo Crocifisso
Anche a Vallulunga i riti si svolgono secondo la prima e la terza tipologia: a mezzogiorno si porta il Cristo al calvario,che si trova all´┐Żuscita del paese in direzione per Palermo, lo si crocifigge, la sera lo si va a riprendere,lo si mette dentro l´┐Żurna e lo si porta,in processione, presso l´┐Żoratorio del SS.Sacramento,sito in piazza, seguito dalla Madre addolorata.
In molti comuni dell´┐Żisola, tra cui Vallelunga, nella mattina del Venerd´┐Ż Santo si ripete uno dei riti pi´┐Ż antichi e pi´┐Ż suggestivi della Settimana Santa in Sicilia. L´┐Żeffige del Cristo morto viene deposto su un tavolo coperto di drappi rossi e i fedeli si recano presso la Chiesa madre, la Chiesa intitolata alle Anime Sante del purgatorio e la Chiesa del SS. Crocifisso, toccando e baciando la statua del Cristo morto, con una preghiera corale:
Piet´┐Ż e misericordia Signuri.
Un via vai di persone, in assoluto silenzio e con grande fede e devozione, si nota per le strade di Vallelunga sin dalle prime ore dell´┐Żalba. Questo gesto di piet´┐Ż dura tutta la mattinata e si conclude a mezzogiorno del Venerd´┐Ż Santo. Nel pomeriggio si svolge la celebrazione liturgica della commemorazione della morte del Signore.
La preparazione dell´┐Żurna dove la sera verr´┐Ż deposto il simulacro del Cristo morto avviene ad opera dei confrati del SS.Sacramento,mentre la vara dell´┐ŻAddolorata ad opera dell´┐Żomonima confraternita che ha sede presso la chiesa del SS.Crocifisso. Alla processione serale,vi partecipa un grandissimo numero di fedeli,con in testa il clero locale e i confrati vestiti con i loro abitini tradizionali. La banda musicale suona marce funebri. Arrivati in piazza,un predicatore rivolge un sermone penitenziale al popolo.
Il Sabato santo,tutta la comunit´┐Ż credente si prepara alla celebrazione della solenne Veglia Pasquale.
Da quest´┐Żanno ho iniziato ad introdurre la tradizione delle Cene,nella citt´┐Ż dove vivo,Partinico.Nella Parrocchia di Maria SS.del Carmine.Un successo!

FOTO: http://gmazzarese.altervista.org/index.php?mod=04_Foto/Vallelunga/Settimana%20Santa
Pubblicato Lunedi 03 Marzo 2008 - 22:45 (letto 3949 volte)
Comment Commenti? Print Stampa



Le ultime notizie relative a questo argomento

Read La tela della Madonna di Loreto (29/02/2016 - 20:17) letto 520 volte
Read Tavolata di San Giuseppe 2012 (22/03/2012 - 15:07) letto 2036 volte
Read LA SETTIMANA SANTA A VALLELUNGA PRATAMENO (CL) (03/03/2008 - 22:45) letto 3949 volte

Tutte le notizie relative a questo argomento
religione.png
 
Segnala news

Giuseppe
vi ringrazia
per aver visitato
il sito amatoriale
dedicato a
Vallelunga Pratameno e non solo........

HOME


 
Login


:


Lingua del sito:
deutsch english espa˝ol franšais italiano portuguŕs



 
Utenti
Persone on-line:
admins 0 amministratori
users 0 utenti
guests 1 ospiti

 
Sondaggio
Nessun sondaggio attivo in questo momento:
vecchi sondaggi

 
Fase Lunare